Cura dei piedi nel cammino: prevenire vesciche e callosità
Le vesciche sono il nemico numero uno del trekking. Prevenzione, gestione dei primi segnali, vesciche già formate, fascite plantare e routine serale.
Le vesciche sono il nemico numero uno del trekking di lunga distanza. Una sola vescica al secondo giorno può rovinare un intero cammino: cammini storto per evitare il dolore, ti sbilanci, ti fai male a un'altra parte del corpo, e così inizia la spirale degli infortuni a catena. La buona notizia è che le vesciche sono quasi sempre prevenibili. La cattiva è che servono attenzione e abitudini quotidiane.
Perché si formano le vesciche
La vescica è il risultato di tre fattori che lavorano insieme: frizione (la pelle si sfrega contro la calza o la scarpa), umidità (la pelle bagnata è più fragile e si lacera prima), calore. Eliminando o riducendo i tre fattori si riduce drasticamente il rischio.
Prevenzione: prima del cammino
Scarpe rodate. Almeno 100 km di cammino prima della partenza con le scarpe che userai. Mai partire con scarpe nuove.
Calzini tecnici. Mai cotone. Lana merino o sintetici a doppio strato. 2-3 paia bastano per un cammino lungo, lavate la sera.
Unghie tagliate corte. La sera prima della partenza taglia le unghie dei piedi corte e dritte. Le unghie lunghe in discesa sbattono contro la punta della scarpa e provocano dolore e ematomi.
Calli e durezze. Se hai callosità preesistenti, fatti aiutare da un podologo nelle settimane prima del cammino: i calli irregolari sono punti di attrito che genereranno vesciche sotto.
Prevenzione: ogni mattina in cammino
Vaselina o crema specifica: applicare un sottile strato sulle zone a rischio (talloni, alluce, mignolo, pianta sotto le dita). Mantiene la pelle elastica e riduce l'attrito. Esistono creme apposite (Sportscreme, Bodyglide, Compeed prevenzione).
Calze pulite e asciutte: ogni mattina parti con calze fresche. Le calze umide o sporche aumentano le possibilità di vesciche.
Doppio strato: per piedi soggetti a vesciche, calze a doppio strato (le marche dedicate hanno strati che scivolano l'uno sull'altro, dissipando l'attrito).
Allacciatura corretta: né troppo lasche (il piede slitta dentro), né troppo strette (taglio della circolazione, gonfiore). La punta del piede deve avere libertà, il collo del piede deve essere ben fermo.
In cammino: gestire i primi segnali
Una vescica non si forma di colpo. Inizia con una zona arrossata e calda, poi diventa punto sensibile, poi vescica vera. Se intervieni alla prima fase la fermi.
Non appena senti un punto caldo o un fastidio specifico in un punto del piede:
- Fermati subito. Cinque minuti persi ora ti salveranno la giornata.
- Togli scarpa e calza. Asciuga il piede, lascia all'aria 5 minuti.
- Applica un cerotto preventivo Compeed o equivalente sulla zona a rischio. Il Compeed è la soluzione più efficace: aderisce alla pelle, isola la zona, riduce l'attrito.
- Riallaccia con cura e prosegui.
Se la vescica si è già formata
Vescica piccola intatta: applica un Compeed sopra senza forare. La vescica si riassorbirà in 2-3 giorni. Se intacca un punto di sostegno (tallone, alluce), può essere doloroso comunque, ma camminabile.
Vescica grande intatta: in casi di vesciche oltre i 2 cm di diametro, soprattutto se sotto il tallone, può essere preferibile bucarla per drenare il liquido. Procedura: disinfetta l'ago e la pelle, fora ai bordi (non al centro), spremi delicatamente, disinfetta di nuovo, applica Compeed.
Vescica già rotta: pulisci con disinfettante, lascia la pelle morta come protezione naturale, applica Compeed. Cambia il cerotto ogni 2-3 giorni o se si stacca.
Altri problemi comuni dei piedi
Unghie nere (ematoma sub-ungueale): causate da scarpe troppo piccole o calate troppo strette in discesa. Sono dolorose ma non gravi. L'unghia può cadere settimane dopo. Prevenzione: scarpe più grandi di mezza misura, unghie tagliate corte.
Fascite plantare: dolore alla pianta del piede, soprattutto al risveglio. Causata da sovraccarico cumulativo. Cura: ghiaccio la sera, stretching specifico (rolling con bottiglia ghiacciata), massaggio della fascia plantare. Se diventa cronica, riposo e fisioterapista al ritorno.
Dolore al tendine d'Achille: tipico nei primi 2-3 giorni di scarpe nuove o tornando a camminare dopo periodo sedentario. Stretching, ghiaccio, ridurre il ritmo. Se il dolore aumenta, riposo.
Routine serale obbligatoria
Ogni sera in tappa, dopo la doccia, dedica 10 minuti ai piedi:
- Ispezione: cerca arrossamenti, tagli, vesciche nascenti.
- Doccia fredda sui piedi (acqua fredda 30 secondi): rinforza i capillari, riduce gonfiori.
- Massaggio con una crema lenitiva o vaselina.
- Stretching di polpacci e fascia plantare.
- Calzini puliti per dormire: leggeri, asciutti.
Il consiglio finale
Trattati i piedi come un atleta tratta i suoi piedi prima di una gara: sono il tuo motore, il tuo punto di contatto col suolo, l'organo che decide se il cammino sarà piacere o sofferenza. Cinque minuti al mattino e dieci la sera sono l'investimento meglio ricompensato del trekking di lunga distanza. Trilhos ti consegna il kit di prevenzione consigliato: tu pensa solo a camminare, sui piedi che hai curato.
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